Nella consueta conferenza stampa pre-partita, Stefano Pioli aveva elogiato Antonio Conte, definendolo uno dei migliori allenatori e sottolineando come, al pari del tecnico leccese, avrebbe preparato la gara nei minimi dettagli.
Ebbene, il campo ha raccontato una storia decisamente diversa.
Nel match del Franchi, terminato di fatto con il gol decisivo di Rasmus Højlund dopo appena 13 minuti, il Napoli ha dominato la Fiorentina per lunghi tratti della gara, nonostante un finale in cui i viola hanno provato a riaprire i giochi.
Non sono stati i singoli a decidere, come aveva previsto Pioli, ma l’intera rosa partenopea, che ha surclassato i toscani in ogni reparto, evidenziando una superiorità tecnica e tattica.
In difesa, il rientro di Alessandro Buongiorno è stato magistrale, affiancato da un Beukema autore di un gol e in costante crescita con il passare dei minuti.
I due sono riusciti ad arginare un Moise Kean non al top come in nazionale, ma sempre pericoloso.
A centrocampo, con i fantastici 4, gli azzurri hanno sfoderato una prestazione di qualità e di quantità.
Certo, il mercato ci lascia ancora un bell’interrogativo: chi potrà sostituire l’insostituibile Anguissa durante il mese e mezzo di Coppa d’Africa?
Non sarà facile e ci dovremmo adattare, come spiegato anche dallo stesso Conte.
Peccato, perché il centrocampo azzurro è il reparto più forte, ma anche quello con meno alternative.
Eccellente è stato Leonardo Spinazzola, il vero dominatore delle fasce nella notte del (brutto) Franchi.
Per chi scrive, il migliore in campo.
Ma la vera gioia della serata è arrivata dall’attacco, qualcosa di piuttosto inusuale negli ultimi tempi.
Rasmus Højlund, giovanissimo ma già decisivo, ci ha sbalorditi attraverso una prestazione che va oltre il gol, e che ha oscurato quelle vecchie del compagno di reparto titolare nelle prime due giornate.
Entrato sul punteggio di 0-3, Lucca ha dimostrato che difficilmente potrà partire titolare negli scontri diretti.
Nei suoi 20 minuti di partita, l’unico spunto degno di nota è stata una rimessa laterale, poco per un giocatore pagato 35 milioni di euro.
Ci aspettiamo molto di più da lui, perché un attaccante può anche non segnare o non essere al top, ma deve almeno trasmettere un senso di pericolo agli avversari, proprio come ha fatto Kean e come avrebbe dimostrato Hojlund anche senza il gol.
Probabimente Lucca non ha giovato della prestazione generale della squadra negli ultimi minuti, con qualche distrazione di troppo e un Milinkovic Savic non perfetto sul gol subito.
I panchinari, che non hanno inciso in positivo, hanno leggermente macchiato una prestazione altrimenti dominante in tutto.
Anche la scelta di Conte di invertire i ruoli tra Elmas e Neres ha lasciato qualche dubbio.
Ciò nonostante, quello che conta è che il Napoli abbia conquistato i primi tre punti in uno scontro diretto, e lo abbia fatto con una semplicità inaspettata alla vigilia e con una cattiveria agonistica ben diversa rispetto all’ultima stagione con lo scudetto sul petto.
Il rientro di tutti gli undici in occasione del calcio d’angolo, battuto male al 73° e con la squadra avanti di tre gol, è la dimostrazione della grinta che Mister Conte ha trasmesso ai suoi.
Un chiaro segnale al campionato per una squadra che è pronta a lottare per dare fastidio in Europa.
Ci attendono le notti delle stelle, e chissà che con Højlund non sia nata anche per noi una nuova stella.


