Anche i tifosi più giovani avranno sicuramente in mente le gesta del “tanque” German Denis che ha miltato nel capoluogo campano nel biennio 2008-2010 con 20 reti complessive tra campionato e coppa.
Tuttavia solo chi è più “cresciuto” ricorderà che già qualche annetto prima a Napoli arrivò un altro centravanti con questo soprannome, sempre argentino; Gabriel Miguel Bordi.
Siamo nell’estate del 1999, gli azzurri dopo la fallimentare gestione targata Ulivieri, sono costretti ad un secondo anno di purgatorio in cadetteria.
La squadra viene praticamente rivoluzionata, e in attacco insieme ai confermati Schwoch e Bellucci, arrivano il giovane Stellone e l’esperto Anselmo Robbiati che nel dogmatico 442 del nuovo tecnico Walter Novellino era utilizzabile anche come esterno di centrocampo.
Bellucci però è fermo ai box per un grave infortunio rimediato nella stagione precedente e ne avrebbe avuto ancora per qualche mese, ergo il ” Monzon” chiede alla società un’ulteriore sforzo in attacco.
Il ds Pippo Fusco, da sempre attentissimo al mercato internazionale individua nella serie B argentina il profilo giusto, Gabriel Miguel Bordi, centravanti dell’ Atletico All Boys di Buenos Aires, con il quale ha realizzato 22 goal in 2 campionati.
Trovato l’accordo per un prestito con diritto di riscatto il ragazzo raggiunge il ritiro di Predazzo, e nella conferenza stampa di presentazione innalza le aspettative del tifo partenopeo dichiarando di essere simile a “Bobo Vieiri”.
Aldilà dei buoni propositi, l’argentino si rivelerà un’autentica meteora, solo 4 presenze per lui.
La giovane punta debutterà in Coppa Italia con la Fermana, poi 2 spezzoni in campionato tra Monza e Ternana e infine una ventina di minuti sempre in Coppa Italia nell’ottavo di lusso contro la Juventus.
Quella contro la “vecchia signora” sarà la sua ultima apparizione in azzurro.
In seguito al rientro di Bellucci infatti la punta sudamericana verrà messa completamente ai margini della rosa vivendo la cavalcata azzura verso la promozione praticamente da turista retribuito.
Con il mancato riscatto a termine della stagione tornerà in patria, dove chiuderà la sua carriera nel 2011 a 36 anni dopo aver tentato per altre 2 volte la sfida europea, al Braga in Portogallo e in Spagna a Granada.
Grazie per aver letto la rubrica Amarcord Napoli

Bimbo di Claudio Bellucci, né aureliota e né delafobico ma pensatore libero ed equilibrato #forzanapolisempre #teambucks #parenziano

