Che voto dare al mercato del Napoli?

Il mercato del Napoli è stato uno dei più scoppiettanti della sua storia recente, con una pioggia di acquisti che hanno ridisegnato la rosa e acceso i sogni.
Nove innesti di peso, più qualche giovane promessa in arrivo o di ritorno, pronti a lasciare il segno, magari non subito, ma in un futuro prossimo. Insomma, tante facce nuove, un entusiasmo palpabile, specialmente dopo le prime due vitttorie, ma anche qualche interrogativo.
Che voto merita, quindi, questa campagna acquisti così ambiziosa?

Il mio voto per il mercato del Napoli

Partiamo da una premessa doverosa: giudicare un mercato nell’immediato è sempre un esercizio rischioso.
La storia del calcio è piena di flop inaspettati e di talenti sbocciati contro ogni previsione.
Giocatori come Koulibaly o Mertens insegnano che il tempo, l’allenatore e il contesto possono trasformare un investimento in un capolavoro o in un rimpianto.
Detto questo, proviamo a tirare le prime somme, con la consapevolezza che il verdetto definitivo arriverà solo tra qualche anno.
Il colpo che ha fatto sobbalzare i tifosi è stato sicuramente l’arrivo di Kevin De Bruyne, una ciliegina posata sulla torta prima ancora di pensarla.
Un campione, un leader, un brand globale che eleva il prestigio di un Napoli già in ascesa.
Certo, l’età avanzata e un paio di stagioni meno brillanti al Manchester City sollevano qualche dubbio, ma il suo talento cristallino, l’esperienza internazionale e il brand “De Bruyne” sono un biglietto da visita che non si discute.
È il simbolo di un progetto che guarda in alto, forse più in alto di quanto il Napoli abbia mai osato, nemmeno ai tempi di Maradona.
Accanto a lui, una sfilza di acquisti che mescolano presente e futuro: da Beukema a Marianucci, da Hojlund a Lucca, passando per Gutierrez.

Nomi che promettono solidità immediata e prospettive a lungo termine.
Ma se il volume degli arrivi impressiona, qualche perplessità emerge sulle cifre sborsate e sulle cessioni.
I soldi spesi per Lucca, ad esempio, hanno fatto storcere il naso a più di un tifoso, così come quelli per Lang, ancora un’incognita, o per il secondo portiere.
La cessione di Raspadori, poi, a una cifra troppo bassa se si osserva alle cessioni di altre squadre, ha lasciato l’amaro in bocca.
Allo stesso tempo, l’addio di Osimhen, più per le difficoltà degli ultimi anni che per il valore del giocatore, e dettando le condizioni al Galatasaray, ottenendo più della cifra della clausola, è una mossa azzeccata.
Positivo anche l’arrivo di Gutierrez, che sembra un affare ben calibrato per qualità e prezzo.
Il Napoli ha dimostrato una capacità di spesa mai vista prima, come testimonia la reazione all’infortunio di Lukaku: 50 milioni per Hojlund, un investimento che parla da solo.

Tuttavia, questa abbondanza non ha coperto tutte le lacune.
La rosa manca di un vero vice-Anguissa, un’assenza che peserà durante la Coppa d’Africa, quando il camerunese sarà indisponibile per almeno un mese e mezzo.
Sul lato destro, il vice Di Lorenzo c’è – Mazzocchi, con Spinazzola adattabile – ma il mancato arrivo di Juanlu Sanchez lascia un po’ di rammarico, specie considerando l’età e la parabola discendente del capitano.
E poi c’è la questione dell’esterno sinistro: Ndoye era la priorità, ma non è arrivato, e l’acquisto di Elmas non sembra colmare del tutto il vuoto, soprattutto dopo un attacco che nelle prime due giornate non ha trovato la via del gol, complici anche gli stop di Lukaku e i soliti problemi di Neres.
Antonio Conte, ora, ha una rosa ricca ma complessa da gestire, con responsabilità pesanti sulle sue spalle, soprattutto per alcune scelte come quella di puntare su Lucca anziché aspettare David.
Gli infortuni, l’adattamento dei nuovi e l’impatto dei nuovi del reparto offensivo sono tutti nodi da sciogliere, ma Conte la bicicletta l’ha ottenuta.
Ora pedali come ha fatto lo scorso anno quando nemmeno aveva la sella. Il freno meglio non averlo, perchè la strada è lunga e sempre in salita, sopratutto quando si vedono le stelle della Champions sopra il cielo azzurro del golfo.

Ah, già, dimenticavo: che voto dare a questo mercato?
Per ora, un 7 pieno, con la porta aperta a salire o scendere in base a come evolverà la stagione.
È un Napoli che osa, investe e sogna in grande, ma che deve ancora dimostrare di aver trovato l’equilibrio giusto per trasformare i colpi di mercato in trofei.

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MemeNapoli (Social Talk Tv) è il collettivo di tifosi del Calcio Napoli ed appassionati di calcio, nato nell’estate del 2022 da un’idea di (in ordine sparso) Matteo Sorrentino, Vittorio La Sala, Matteo Biccari e Vincenzo Salerno che, con l’ingresso in corso d’opera nel “Direttorio del Collettivo” di Enrico Nappi, utilizzando la piattaforma Twitter, oggi X, ha iniziato ad aggregare amici e tifosi del Napoli.…

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