Negli ultimi anni sotto l’ombra del Vesuvio sono arrivati 2 calciatori tedeschi: Amin Younes libanese d’origine, dalle indiscutibili doti tecniche, ma anche dal carattere complicato, e poi Diego Demme, un gregario estremamente affidabile.
Chi ha qualche anno in più ricorderà però quello che è stato il nostro primo “mangia crauti”, Thorsthen Flick.
Thorsthen nasce a Darmastadt nella land dell’ Assia il 22 agosto de 1976.
Dopo aver mosso i primi passi nella gloriosa compagine cittadina viene acquistato dall’Eintrecht, dove in primis completerà la formazione giovanile, per poi esordire in Bunden e in Coppa Uefa.
Non mancano in quegli anni anche diverse apparizioni nelle nazionali giovanili.
Nonostante le ottime aspettative, il ragazzo non riuscirà mai a conquistarsi un posto da titolare tra le fila delle “Adler”, così nell’autunno del 98 decide di cambiare area.
Ad aggiudicarsi il giovane Thorsthen sarà il Napoli di Renzo Uliveri, alla ricerca di un jolly capace di sopperire ai gravi infortuni di Goretti e Malafronte.
Il ragazzo dichiara di essere entusiasta di giocare nello stadio che solo pochi anni prima aveva giocato Diego Armando Maradona: «Sono contento di essere al Napoli. Qui posso migliorare la mia carriera di calciatore. Anche se è in Serie B, Napoli ha una grande tradizione. Io sono stato un grande ammiratore di Diego Maradona. E del suo passato napoletano conosco quasi tutto».
Tuttavia per Flick le cose non andranno come sperato, il “ministro” (sopranome affibbiatogli da Raffaele Aurimma) non entrerà mai nelle grazie del “Renzaccio”.
Il debutto avverrà a partita in corso solo il 24 gennaio a Cremona, ben 3 mesi dopo il suo arrivo, e poi dal primo minuto a Cosenza dove mostrerà non poche lacune difensive.
Questa sarà l’ultima apparizione napoletana di Flick.
A febbraio infatti il Napoli opterà per la risoluzione anticpata del prestito con l’Eintrecht, il quale lo girerà sempre a titolo temporaneo ai connazionali del Saarbrücken.
Continuerà la sua modesta carriera nelle categorie inferiori del panorama teutonico, da ricordare un’ulteriore esperienza estera nella stagione 2000-01 questa volta con gli ungheresi del Debrecen.

Bimbo di Claudio Bellucci, né aureliota e né delafobico ma pensatore libero ed equilibrato #forzanapolisempre #teambucks #parenziano


