Pare che sulla stagione della Guerri Napoli ci sia un divieto di vincere le partite contro le squadre nella parte alta della classifica.
È stata l’ennesima partita irritante, anche perché si è assistito a un copione già recitato: i partenopei partono bene, sembra entrare tutto, poi subiscono dagli avversari un parziale sanguinoso nella fase centrale della partita; si rincorre la squadra avversaria per tutto il tempo cercando di ricucire il vantaggio e si conclude in bellezza con le non proprio efficienti “idee di gioco” del dare la palla alla prima guardia disponibile, affidandole l’onere di gestire un possesso statico per 24 secondi e SPERARE che i tiri entrino. Capirete che qualcosa non torna.
Ne avevamo già parlato al giro di boa dopo la partita contro Milano: a questa squadra mancava qualcosa. Magari quel qualcosa è stato proprio il centro, che doveva essere Leonardo Toté, solo che per qualche arcano motivo non è stato tesserato in tempo, nonostante si sapesse da una settimana che il giocatore dovesse venire a Napoli. Perché se parliamo dei centri che hanno giocato sabato, bisognerebbe stendere un velo pietoso: sotto le plance si è sofferto veramente tanto, come era successo anche all’andata.
I piemontesi hanno vinto la partita sfruttando il loro enorme vantaggio fisico sotto canestro, perché tra un Caruso nuovamente non brillante e un Croswell totalmente assente, che ha anche avuto il tempo di subire l’umiliazione del “too small” da parte di Olejniczak, la situazione è stata tragicomica.
Se guardiamo solitamente i tabellini dei playmaker azzurri probabilmente non staremo parlando di brutte partite; peccato che la TV vada accesa. Mitrou-Long e Bolton non sono stati per niente sufficienti e per le stesse motivazioni:
si sono incaponiti, hanno tenuto la palla in mano per 24 secondi sperando che dei tiri forzati o contestati entrassero, hanno pensato puramente al loro tabellino personale e questo è deleterio per uno sport di squadra.
Ci sarebbero anche dei punti positivi in questa partita: un Flagg che si sta prendendo delle responsabilità, un Faggian che difensivamente era sul pezzo e un El-Amin che, da quando le voci su un suo possibile taglio si sono fatte più potenti, ha messo testa e mani a posto.
Punti positivi che però non sono affini a una gestione tecnica, anche in questa partita non proprio perfetta. Coach Magro e il suo staff hanno questo problema, ormai risaputo, della gestione dei timeout alquanto bizzarra e del piazzamento di determinati uomini in campo, perché vedere a un certo punto del match un quintetto con tutti giocatori di taglia piccola e il solo Simms da lungo contro una squadra che fa del fisico e dei centimetri il proprio punto di forza, diciamo che stona.
Adesso c’è bisogno di risolvere degli interrogativi e qui vorremmo sapere anche la vostra opinione:
1. Oltre all’ormai ufficialità di Toté, Napoli dovrebbe approfittare della pausa per fare altri cambi?
2. In questo roster si sente la mancanza di un playmaker puro?
3. Come ci si sblocca, anche solo mentalmente, per vincere contro una squadra blasonata del campionato?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Sono Marcello Florio, detto Kitaro.
Nato a Napoli e residente a Fuorigrotta, il centro nevralgico dello sport in città, forse è proprio questa mia locazione a farmi vivere lo sport come una ragione di vita e spero un giorno di raccontarla tramite i miei pensieri e le mie parole ai grandi scenari.
Così come spero arrivi sempre più la passione per la pallacanestro, perché credo sia veramente lo sport più imprevedibile mai inventato e forse è questo che porta avanti la breccia, nel bene e nel male.

