La quiete, prima della tempesta?
Dopo la batosta di Udine serviva una reazione, direi che siamo stati ampiamente ricompensati. La Guerri Napoli vince agevolmente contro una Vanoli Cremona che regge solo per 15 minuti, prima che i partenopei prendano effettivamente il largo; anzi, per la prima volta in stagione possiamo dire che gli azzurri abbiano giocato con la testa tranquilla e soprattutto sfruttando a pieno i dettami tattici di coach Magro, che predilige un gioco molto di contropiede.
Ulteriore plauso poi per aver limitato molto bene in marcatura le maggiori armi offensive cremonesi: Willis e Casarin.
Anzitutto bisogna fare il bentornato all’ago della bilancia di questa squadra, Rasir Bolton. Con il numero 45 in campo la squadra gioca sempre run&gun, ma con quest’ultimo in campo tutti hanno quel pizzico di calma in più; anzi, è quasi paradossale vedere come due giocatori che hanno la palla in mano come Mitrou-Long e Bolton possano coesistere.
Un’altra menzione è da fare al nostro biondino estone: nella partita di domenica Kaspar Treier ha dimostrato solidità e ottime percentuali da dietro l’arco; è uno di quei giocatori che non spiccherà, ma per quanto in passato possa essere stato criticato, il lungo in canotta 18 è sempre sul pezzo. Ultimissima menzione al canestro all’ultimo secondo dell’ultimo dei Mohicani: Mirko Gloria, che si meritava la standing ovation del palazzetto, anche solo per esserci.
Di note dolenti, in questa partita non ce ne sarebbero; se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uomo, magari le prestazioni di Simms ed El-Amin non irresistibili potrebbero far storcere il naso, ma quando si vince con un tabellino che segna 102-76 si può sorvolare.
Adesso viene il bello: Napoli in queste ultime 4 partite del girone d’andata potrà capire di che pasta è fatta. Ci sono due impegni “sulla carta” (virgolette obbligatorie, perché in LBA nulla è scontato) agevoli come quelli contro Cantù e Varese e dei test da “Davide contro Golia” contro Milano e Venezia; proprio contro i lagunari, domenica 21 dicembre, comincerà questo test di forza per i partenopei, che hanno l’opportunità di togliersi di dosso questo appellativo di squadra altalenante. Staremo a vedere.

Sono Marcello Florio, detto Kitaro.
Nato a Napoli e residente a Fuorigrotta, il centro nevralgico dello sport in città, forse è proprio questa mia locazione a farmi vivere lo sport come una ragione di vita e spero un giorno di raccontarla tramite i miei pensieri e le mie parole ai grandi scenari.
Così come spero arrivi sempre più la passione per la pallacanestro, perché credo sia veramente lo sport più imprevedibile mai inventato e forse è questo che porta avanti la breccia, nel bene e nel male.

