Nuovi Stadi in Italia, più facile a dirsi che a farsi.
Era appena l’ultima settimana di febbraio (ecco l’articolo) quando la città di Napoli andò nel panico a causa di un comunicato stampa della FIGC (nel quale, non c’era scritto nulla di concreto) interpretato come l’automatica esclusione della Città e dello Stadio Maradona tra i candidati ai Campionati Europei 2032.
A nulla servirono le rassicurazioni o gli inviti alla calma, non dello scrivente ci mancherebbe altro ma bensì delle Istituzionali Comunali della Città di Napoli, che a quel comunicato risposero, la prima settimana di marzo, praticamente l’altro ieri, con l’invio ufficiale della documentazione necessaria alla FIGC nel quadro della naturale prosecuzione delle attività da mettere in campo, nel rispetto della legge e delle procedure nazionali, per continuare a cullare quello che, ad oggi, resta un grande sogno per la città: conquistare anche la candidatura ad Euro 2032.
Un iter che procede sul quale anche le cronache degli ultimissimi giorni hanno aggiunto novità e dettagli in relazione al lavoro che l’Amministrazione sta portando avanti oltre che per la candidatura agli Europei anche per i lavori pubblici dell’Impianto di Fuorigrotta.
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Impianto, che brutto termine a pensarci.
Quello è lo Stadio Pubblico Comunale della Città di Napoli Diego Armando Maradona le cui condizioni, dopo un trentennio di immobilismo e false promesse, tutti conosciamo: disastrate, ovviamente, soprattutto nelle aree non toccate dagli interventi per le Universiadi del 2019, uno Stadio che sembrava quasi essere diventato la pecora nera dell’Italia, la “causa” per molti dell’esclusione di Napoli e dell’Italia da una rassegna sportiva di tale importanza internazionale come, appunto, gli Europei del 2032.
Oltre che stadio “simbolo” dell’inefficacia delle istituzioni comunali e regionali in Campania, soprattutto per il partito del “compromesso mancato con il calcio Napoli, buuuuu, buuuu dimissioniii” ecc ecc.
Un falso mito, divenuto ancor più reale per una certa letteratura giornalistica soprattutto napoletana ispiratasi alle vicende della Regione Lombardia e del Comune di Milano, che per mesi ha incensato la vendita di San Siro ad Inter e Milan quale esempio virtuoso di Amministrazione Pubblica Comunale al servizio del privato e dell’industria calcio che, ovviamente, trattando il pallone per molti è la cosa più importante al mondo, anche della legge e di certe regole.
Per fortuna non è così, e come tutti sanno da questa mattina nel Comune di Milano è scoppiato un terremoto che alcuni addetti ai lavori aspettavano al varco.
SIA CHIARO: FINO A PROVA CONTRARIA sono tutti innocenti e non c’è stata alcuna irregolarità nell’iter partito con la presentazione del Progetto al Comune di Milano e l’annessa rettifica della trattativa votata positivamente dal Consiglio Comunale.
La Finanza negli uffici e nelle case di gran parte delle società, enti e cittadini coinvolti direttamente al momento non è sinonimo di nulla se non di un ulteriore stop al progetto milanese, di per se in alto mare anche senza l’intervento della magistratura al netto dell’attesa della pronuncia della Corte dei Conti.
Uno stop che mette seriamente a rischio non la trattativa, che evidentemente si sbloccherà e andrà avanti soprattutto nel caso in cui l’inchiesta dovesse sgonfiarsi, ma la partecipazione della città di Milano a Euro 2032 oltre che la possibilità di tutti i tifosi milanesi, lombardi e di Inter e Milan in generale di avere, anche a Milano, uno stadio all’altezza del panorama Europeo.
Perde l’Italia se Milano non partecipa agli Europei e io spero che ciò non accada, ma da quest’oggi che si abbia almeno la decenza a partire da Napoli di smetterla di dire sciocchezze sullo Stadio Maradona e sulle pretese di prendere la storia della nostra Città e di regalarla in cambio di promesse.
A meno che la Finanza domani mattina non vogliate passi anche a Piazza Municipio.

Co-founder @memenapoli , Docente e Consulente Marketing e Comunicazione ma soprattutto Forza Napoli Sempre a voi e famiglia!

