Allo stato attuale bisognerebbe stare in silenzio. La sconfitta a Varese potrebbe rappresentare già una pietra tombale sulle ambizioni di questa stagione, con un gran lato di tifoseria e addetti ai lavori confusi e arrabbiati.
Questa partita era da vincere e la delegazione di persone che si è presentata all l’Alcott Arena il giorno prima della partita ha cercato di far capire l’importanza di questo incontro, ma a quanto pare è stato tutto vano.
L’unico lato positivo di questo weekend passato è la tripla all’ultimo secondo di Armoni Brooks nella partita che ha visto Milano vincere contro Udine. Ma c’è poco da essere felici: in un infame posticipo del lunedì saranno proprio gli azzurri ad affrontare i biancorossi di coach Poeta.
Analizzare questa partita non è facile e, in un atto di puro masochismo, il sottoscritto ha pure rivisto in maniera integrale questo spettacolo degli orrori e, come in ogni rappresentazione teatrale, si deve procedere per atti, non trovate?
Atto primo, le triple: ennesima partita con il dato agghiacciante di 3/20 di tiri realizzati da dietro l’arco, alcune per giunta sbagliate con metri di spazio e giocatori in ritmo, a dimostrazione che a questa squadra manca un vero shooter.
Atto secondo, la gestione dei lunghi: Caruso, più passa il tempo, più sembra un pesce fuor d’acqua; aggiungete a questa scelta tecnica Croswell, che arriva a 4 falli già al terzo quarto, prendendosi anche un tecnico evitabilissimo. In conclusione, per alcuni tratti ieri abbiamo giocato con Treier e ADDIRITTURA FAGGIAN da centro: cose da pazzi.
Atto terzo, la gestione della palla e del ritmo: i giocatori di Napoli sembrano ogni volta dover partecipare alla staffetta 4×100 m alle Olimpiadi; dei ritmi così forsennati che nemmeno i Phoenix Suns di Nash e D’Antoni raggiungevano, solo che loro se lo potevano permettere. Nella pallacanestro sotto il Vesuvio si dovrebbe capire che il run&gun non può essere l’unica arma, anzi: la partita, in certi punti, ha bisogno di essere gestita e tranquillizzata. Negli ultimi minuti gli azzurri sarebbero anche in vantaggio, ma tra uscite dal time-out discutibili, falli stupidi e forzature, il conteggio finale recita che la squadra di coach Magro ha perso 20 palloni, un dato inaccettabile.
Atto quarto, la psicologa e lo psicodramma:
Perdere questa partita lascerà delle scorie psicologiche evidenti, non si sa per quanto, perché siamo al giro di boa ed è evidente che ci sono tre partite segnate con il pennarello rosso che provocano rimpianti in tutto l’ambiente: ovvero quella con Trieste in casa e le trasferte di Udine e Varese.
È d’obbligo ribadire che, se dobbiamo pensare al disastro della scorsa stagione, avremmo firmato per essere in questa situazione; il problema sorge quando la squadra dà la sensazione né di saper salire, né di saper scendere.
Qui coach Magro e tutto il suo staff tecnico dovranno essere bravi a saper gestire una situazione delicatissima, a livello interiore e soprattutto sul piano del gioco, perché se pensiamo di presentarci contro la squadra più blasonata d’Italia con le stesse idee tattiche, meglio prepararsi al disastro.
Che qualcuno dall’alto ci scampi.

Sono Marcello Florio, detto Kitaro.
Nato a Napoli e residente a Fuorigrotta, il centro nevralgico dello sport in città, forse è proprio questa mia locazione a farmi vivere lo sport come una ragione di vita e spero un giorno di raccontarla tramite i miei pensieri e le mie parole ai grandi scenari.
Così come spero arrivi sempre più la passione per la pallacanestro, perché credo sia veramente lo sport più imprevedibile mai inventato e forse è questo che porta avanti la breccia, nel bene e nel male.

